Category: Discussioni e ragionamenti

mag 03 2010

Scuola: La svolta, sì; ma attenzione anche al sociale

03 Mag 2010 : Stralcio di una intervista rilasciata dal Ministro Sacconi a Libero News segnalataci da un nostro lettore:

Sacconi :  “Io credo che ci sia oggi una maggiore consapevolezza circa l’utilità e la necessità della formazione. E questa consapevolezza spiega l’accordo unanime Stato-Regioni-parti sociali, in un contesto molto conflittuale che ha visto in ciò un raro momento di concordia. Eppure i contenuti dell’accordo sono sovversivi rispetto alle prassi consolidate, perché prevedono, intanto, di analizzare i fabbisogni professionali in tempo reale. In secondo luogo, l’accordo prevede l’avvio sperimentale della certificazione di mestiere, cioè di una certificazione sostanzialistica di ciò che una persona sa fare. In terzo luogo, l’accordo dice che bisogna abbandonare la formazione per materie in ambito scolastico per sostituirla con formazione per compiti, per competenze in un ambito lavorativo. Non più mondi separati quindi, come l’ideologia ha voluto, ma forte integrazione della scuola, dell’università e della formazione con il mercato del lavoro”.

Domanda: E’ il rilancio della formazione la prima risposta alla disoccupazione e all’inattività giovanile?

Sacconi: “Sì. La risposta è inesorabilmente quella, faticosa ma obbligata, dell’investimento nelle conoscenze e nelle competenze dei giovani attraverso una forte integrazione fra apprendimento ed esperienza lavorativa. Perché non ci sono incentivi, non ci sono sussidi che possano dare una risposta efficace. Né ci possono essere nuove illusorie regolazioni dei rapporti di lavoro, che avrebbero l’effetto di escludere ancor più i giovani dall’accesso al mercato del lavoro”.

Aggiungiamo noi :putroppo ( o per fortuna) non siamo tutti uguali; ci ritorna sempre in mente quell’episodio di un Ns. conoscente che andò a dirigere una azienda italiana in India e vide che un operaio lavorava seduto per terra anzichè sui comodi tavoli; alla domanda perchè non lavorasse in modo più comodo, ed anche efficace, l’operaio si giustificò affermando “…ma io sono di classe infima …” …

Allora, bene, o quasi, quanto ha detto il ministro, anche se,  quanto affermato, sarà di difficilissima applicazione, causa i legacci burocratici (non sempre si insegna l’inglese perchè esistono insegnanti di francese che non posso essere impiegati diversamente), ma Ministro, attenzione, ricordiamoci che non siamo tutti uguali !!!

E ricordiamoci infine anche della memoria storica di tanti che hanno abbandonato (o che sono stati costretti ad abbandonare) il lavoro. Ministro, si recuperino anche queste esperienze assieme a quanto può dare l’Università e il mondo del lavoro.

apr 29 2010

Lavoro estivo

29 apr 2010 : Alcune considerazioni (forse anche troppo retoriche) sul lavoro estivo

Per prima cosa dovreste avere chiaro l’obiettivo economico (ad es. voglio guadagnare molto, voglio non pesare sui genitori, voglio guadagnare qualcosa e divertirmi, etc…). Come abbiamo già scritto, in altra parte del sito, un operatore, a seconda del tipo di lavoro, degli orari di lavoro, delle zone, etc… percepisce dai 700-800,00 fino a 2.000,00 euro / mese (magari con le mance) 

Scelto l’obiettivo, cercate un lavoro che vi piaccia (faccio il bagnino piuttosto che il cameriere piuttosto che il commesso piuttosto che l’operatore turistico o l’animatore)

 Scegliete la zona (Mare, montagna, lago, città, provincia, villaggio, etc…) che più si aggrada alle Vostre caratteristiche, ma che potenzialmente sia in grado di soddisfare le Vostre ambizioni (ritorno economico)

 Individuate il tipo di contratto (noi esortiamo sempre a stipulare un regolare contratto con il datore di lavoro: qualità e sicurezza per qualche euro in più) definendo modalità di pagamento e di liquidazione.

 Se vi chiedessero di sottoscrivere contratti simili a quelli degli operatori autonomi, sappiate che, mediamente, dovreste chiedere almeno il 40-50% in più del compenso pattuito come dipendente.

 Dove e come effettuare una ricerca:

 Rivolgersi, attraverso internet, ai vari sportelli “informagiovani” della Provincia / località presso la quale si desidera prestare il servizio oppure presso lo sportello della Vostra Città

 Oppure scrivere su un motore di ricerca frasi del tipo: “cerco lavoro estivo riviera etc…” oppure “Offerte per animatori” o frasi analoghe (abbiamo verificato che in questo periodo ci sono molte richieste) e non abbiate timore a chiedere dettagliatamente il tipo di lavoro, le retribuzioni, gli orari, i costi accessori (vitto, alloggio, trasporti, vestiario, etc…): al limite rinunciate e cercate un nuovo lavoro (dovete iniziare ad essere imprenditori di Voi stessi)

 Tutto quanto scritto sembrerà solo retorica, però a fine stagione, da statistica, si riscontra un 40% di casi di insoddisfazione … chissà perché …

apr 27 2010

PIGS: crisi oppure opportunità

27 Aprile 2010: Crisi della Grecia: un nostro modo di pensare

Alcuni lettori ci hanno chiesto cosa pensiamo della crisi della Grecia.

Non siamo molto forti in materia, però, cercando di analizzare con occhio distaccato le “dolorose” vicende di oggi riteniamo che ci possa stare anche questa Ns. visione.

Sono gli States che hanno quelli che hanno veramente bisogno di soldi freschi (e non solo la Grecia) e devono far sottoscrivere a chi ci sta (investitori di tutto il mondo) i propri debiti (hanno stampato carta in quantità industriale al punto che oggi il Presidente degli States ha affermato che è più facile produrre 1 dollaro di debito che di patrimonio).

Ma i soldi devono essere “acquistati” a basso costo e quindi … basta fare in modo che i concorrenti (ad es. euro) non siano affidabili; in tal modo basta “servirsi” di alcuni esperti in distruzione di economie (e c’è ne sono che si prestano a questo gioco, ovviamente assieme a paesi poco virtuosi, o meglio, spendaccioni), e voilà il gioco è fatto: l’euro scende, non è affidabile (l’inaffidabilità tocca prima la Grecia, poi il Portogallo, poi la Spagna, poi … ma non pensiamo che anche l’Italia sia attaccabile … al limite in Italia introdurranno una patrimoniale … e da un po’ che lo stiamo affermando…), l’euro scende ancora di più e così via.

I cinesi che, a quanto ci dicono, hanno le obbligazioni in dollari, ovviamente sprizzano di gioia per l’apprezzamento del dollaro.

E’ ovvio che di fronte a questo scenario, avremo alcune possibilità: infatti euro debole equivale a maggiori esportazioni; ma essendo i Paesi dell’U.E. in genere paesi di trasformazione aumentando la possibilità di esportare produrremo di più, ma produrre di più significa imbarcare inflazione ma in compenso diminuiremo la disoccupazione; se gli abitanti dell’U.E. saranno virtuosi, cioè risparmieranno, anche questa crisi monetaria verrà superata.

apr 23 2010

La Responsabilità Sociale è il patrimonio del futuro ?

23 Apr 2010 : In questi ultimi tempi abbiamo pubblicato poche note sul sito in quanto siamo stati molto impegnati a supportare le aziende in questo momento di piccola, ma sempre ben accettata, ripresa.

Un tema che comunque si rincorre all’interno delle aziende è il tema della Responsabilita’ Sociale a fronte di una richiesta di “nuovo mondo” a “sviluppo sostenibile”.

Qualunque sia l’attività umana, la stessa a che fare con l’Ambiente, la Comunità, il Mercato cioè con tutti i “portatori di interesse” che ci circondano: Persone, siano esse proprietarie o dipendenti o collaboratori, Clienti, Fornitori, Cittadini, Istituzioni, forze sociali, sindacati etc…

Su questi territori dobbiamo far incontrare due culture, la nostra, cioè quelle delle persone che sono sul lavoro, con quella delle nuove generazioni che dovranno per forza sostituirci nel lavoro (e per lavoro non si intenda solo le attività di fabbrica …).

Per entrambe le generazioni dobbiamo trovare un riferimento comune su cui non dobbiamo solo misurarci, ma anche valorizzare quello che è il patrimonio intangibile (ma misurabilissimo, almeno ” a pelle”)  tipo il

patrimonio umano

la convivenza

le relazioni

Nonostante quello che la quotidianità ci passa attraverso TV e giornali, chi ci legge sappia che in azienda  si parla spesso di questo nuovo modo di operare e si pensa, anche se a tutt’oggi non è dimostrabile, che cioè sia il plus che aiuterà le imprese a sostenere una competizione diventata sempre piu’ aspra a causa della crisi

mar 16 2010

Stipendio dei giovani e Pensione

16 Marzo 2010: Ieri un nostro amico ci ha fatto visita nei nostri uffici e dopo il “come va – come non va” si leggeva dalle sue espressioni che qualcosa non gli andava. Sputa l’osso: “E’ mai possibile che mio figlio, 29 anni, laureato in Ing. Meccanica riceva uno stipendio di 1.372,00 mentre io prendo di pensione 1.448,00 ?”.

Queste sono le regole attuali (il pensionato ha versato e quindi ha diritto; il figlio sta sul mercato); è ovvio che alla lunga la matematica afferma che il gioco non regge e lo Stato stamperà carta, cioè genererà inflazione.

Solo che una volta l’Italia svalutava la lira in liretta, oggi siamo all’interno di un contenitore (Europa) che, giustamente, non ci permette questo (Grecia docet); e allora ???

La matematica non è mai una opinione; si stamperà carta, per un pò si farà finta di non vedere, si adotteranno misure che sono palliativi, si metteranno a bilancio entrate non sicure, etc… Ma alla lunga tale situazione non potrà reggere.

In ogni caso, dato che nessuno sa dove andremo a parare, perchè la crisi è ancora qui, consigliamo di tenere aperte tutte le opzioni (mantenimento del lavoro, attenzione agli investimenti, la spinta al risparmio, etc…), ma chiediamo anche di leggere la proposta di un nostro precedente articolo I Nonni come Banca dei Nipoti

feb 13 2010

Nuove professionalità: trasformare una passione in professione

 

13 Febb 2010: Un tempo la vita era scandita in tre fasi: prima si studiava (chi poteva); poi si lavorava; poi si andava in pensione; oggi la vita è piena di cambiamenti, di curve, di oscillazioni; il vecchio slogan delle tre fasi viene sostituito da un altro:

Prima studia, poi perfezionati e studia ancora un po’ ; poi cerca di fare alcune esperienze di lavoro; poi torna a studiare; solo così potrai un domani trovare un lavoro.

Una base formativa più ampia e interdisciplinare permetterà di cogliere nuove opportunità.

Si cambierà lavoro, città, azienda, probabilmente più volte nel corso della vita; 

Allo studio non corrisponderà automaticamente il lavoro.

Uno schifo oppure una opportunità ?

Ma non c’è una via di mezzo ???

 Non si può proprio scegliere ???

Rimbocchiamoci le maniche e cerchiamo una soluzione !!!

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